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Tutto questo assillante vociare attorno a ius soli e abolizione del reato di clandestinità è intollerabile. Il Paese va a rotoli. il 40 per cento dei giovani non ha lavoro, il Governo nell’ultima manovra non ha nemmeno trovato i soldi per i cassintegrati, però il problema dei problemi sembra essere quello di aprire le porte a un’immigrazione crescente e richiamare persone da altri Paesi, creando drammatiche aspettative e ben sapendo che non si potrà offrir loro alcun futuro né prospettiva.

Davvero qualcuno pensa che con lo ius soli, senza Bossi Fini e senza clandestini in carcere avremo posto rimedio al racket degli scafisti, avremo scongiurato definitivamente una nuova Lampedusa? Illusi, mi viene da dire.

Una regolamentazione è necessaria. Non è illudendo una popolazione in fuga che si fa il suo bene. Anzi, si generano aspettative infondate e si stimola un drammatico esodo, esponendo migliaia di persone al rischio.

Sogno una politica che sappia farsi carico di una visione del Paese, che possieda una prospettiva, che sappia guardare oltre il proprio naso. Purtroppo, anche sul tema dell’immigrazione, negli ultimi tempi abbiamo inseguito le sensazioni del momento.  La sinistra vive sugli allori. Per Pd-Sel-Fds e compagni godiamo di una tale prosperità, di tali spazi, di tali possibilità da poter costruire un’ideale società cosmopolita, che offra a tutti opportunità, welfare e ricchezza. Purtroppo le condizioni sono opposte. E insormontabili fattori culturali spesso inceppano la macchina della convivenza.  Quindi: apriamo gli occhi e smettiamo di fantasticare su mondi che non esistono. Il Paese è in frantumi è non sarà distribuendo cittadinanze a chiunque varchi il confine italiano che usciremo da questo magma.

filippo_dibatti Filippo Manvuller

Vivo in Italia da abbastanza tempo per aver capito come funziona questo Paese, in balia di cricche, combriccole e camarille che fanno il bello e il cattivo tempo mentre la classe politica pensa solo ad autoperpetursi. Per cui ammiro con tutta me stessa chi ha il fegato di venire a vivere qui!
Sono i benvenuti, ringrazio gli stranieri che non mi lasciano sola con gli italiani!
Battute a parte, sono davvero fiera di essere cittadina di un Paese come l’Italia che sa cos’è l’accoglienza, che apre la porta di casa a chi ne ha bisogno, che aiuta come può, che non si volta dall’altra parte.
Non abbiamo alcun merito, “noi”, nell’essere nati nella parte ricca del mondo, nè nessuna colpa, “gli altri”, nel nascere tra la povertà o la guerra.
E’ diritto di ognuno ambire a migliorare la propria esistenza e a sognare un futuro diverso per i figli.
L’accoglienza non è semplice, servirebbero corposi investimenti e in questo l’Europa deve aiutarci di più. Ne guadagneremmo tutti, italiani ed europei.
E’ però a costo zero l’equiparazione burocratica dello status dei figli di stranieri nati in Italia: facciamolo!

antonella_dibattitiAntonella Cardone

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4 thoughts on “Ius soli, ovvero: il suicidio di un Paese

  1. Pingback: Verba volant / Pietà_Pietà.2.0 | Blog_LaboratorioPoliticaBologna

  2. Fds non esisterà anche più,ma gli eletti nel listino bloccato di Errani fanno ancora i consiglieri con la maggioranza, no? Sarebbe stato coerente che, sciolta la Federazione, se ne fossero andati a casa, ma figurati! Sono peraltro tra quelli che non hanno rinunciato al vitalizio!

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