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Federico Bastiani_via Fondazza
di Federico Bastiani*

Quando due mesi fa ho aperto il gruppo “Residenti in via Fondazza”, non mi aspettavo assolutamente di riscuotere un tale successo mediatico. Il mio obiettivo era circoscritto a quello di trovare altri bambini con cui far giocare mio figlio.

Vivevo in Via Fondazza da più di tre anni e non conoscevo nemmeno chi viveva a cinque metri da casa mia. Per risolvere il problema a costo zero ho aperto un gruppo facebook.
L’aspettativa era quella di raggiungere una ventina di persone e ritenevo questo un successo; conoscere venti persone in una strada può avere già molti risvolti positivi, l’importante è passare dal virtuale di facebook al reale aprendo la finestra di casa per salutare il proprio vicino.

Oggi il gruppo di Residenti in Via Fondazza si compone di oltre 400 persone.
Mi sono interrogato sui motivi del successo di questa idea.
Il Social street interpreta un bisogno inespresso, quasi inconsapevole, ma profondamente sentito ed esistente di compartecipazione. L’interesse generato da questa iniziale fase virtuale è in effetti poi sfociato nel desiderio genuino di conoscersi anche nel mondo off line, inserendosi nella vita reale delle persone che ne fanno parte.

Dalla colazione del mattino fino alla cena e al cinema, ogni occasione è diventata un momento di condivisione e socializzazione. Non solo, questo nuovo gruppo ha creato al suo interno, un modo completamente spontaneo, un supporto tra i vari membri. Ogni giorno scopro nuove  potenzialità che la socialità offre e mi rendo conto che i risvolti non sono solo positivi per i membri, ma anche per  la collettività.
Qualche giorno fa una ragazza ha postato un evento culturale a Ferrara chiedendo se qualcuno nella strada condividesse la sua passione. Dopo pochi minuti questa persona ha scoperto che non era la sola interessata a questa mostra e si sono organizzati per andarci con una sola macchina anziché in tre.
Condivisione, risparmio, socialità, ottenuto in due minuti con un post su facebook.

Risparmio alimentare. Ti hanno regalato troppi limoni che sicuramente non userai? Una foto ai limoni, un post nel gruppo ed informi il tuo vicino che può passarli a prendere gratuitamente. Risparmio, aiuto collettivo, instaurazione di un legame di fiducia.

Il web offre già servizi di questo genere, se vuoi vendere qualcosa esiste ebay, se vuoi condividere l’auto c’è il carsharing, se vuoi un consiglio c’è tripadvisor.
Il gruppo Residenti di Via Fondazza offre tutti questi servizi all’interno del gruppo, con un valore aggiunto importante: la fiducia reciproca.
Perchè usare ebay per vendere il tuo frigo, pagare commissioni, trasporti (inquinamento) se il tuo vicino di casa è interessato al frigorifero? Perché chiedere informazione su un ristorante a tripadvisor leggendo opinioni di sconosciuti quando il tuo vicino, che conosci, può darti un suo personale parere?

Questo ha creato il presupposto per far sì che si auto generasse una rete sociale, ricreando il clima e l’ambiente dell’agorà. Uno dei fattori critici di successo di questa iniziativa è infatti quello di aver circoscritto il progetto ad un’ area topografica definita. E dunque a fronte di numerose richieste di partecipazione al gruppo da parte di non residenti , sia di altre vie che di altre città, si è voluto incoraggiare la replicazione dell’esperienza a livello nazionale, offrendo una guida a chi  interessato attraverso la realizzazione di un sito web, volto a mettere in comune l’esperienza maturata nell’applicazione di questo modello di condivisione sociale.

Un altro degli effetti di questa particolare forma di socializzazione è la condivisione di alcune attività specifiche, quali attività musicali, interessi culinari, attività sportive. Dalla condivisione degli oggetti alla condivisione delle strutture più complesse, fino alla condivisione delle attività superiori (mostre, letture, teatro, musica).

Però l’aspetto più innovativo sta nel ricondurre il filo esistenziale verso un nuovo genere di economia che permette di riappropriarsi dei processi economici.

Già il fatto di utilizzare al meglio le risorse, di applicare politiche del non spreco, indirizzarsi verso prodotti alimentari a km 0.

Viene naturale in una nuova visione di comunità come ulteriore passaggio  di dare un nuovo valore ai beni: ciò che prima veniva buttato o restava inutilizzato viene messo a disposizione della comunità. Stesso discorso vale per le competenze: abilità e tempo vengono messi a disposizione, ricevendone in cambio altre competenze e altro tempo!

Via Fondazza sta diventando un caso di studio nazionale e mi auguro che questa bellissima esperienza venga replicata in tante altre strade in Italia.

* Federico Bastiani è il promotore del Social street di via Fondazza, Bologna

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4 thoughts on “Quella strada social che fa di Bologna (finalmente!) un laboratorio di buone pratiche

  1. Pingback: La top ten del 2013 dei post su LPB | Lpb LaboratorioPoliticaBologna

  2. Pingback: Libri liberi! Libera un libro! Accade in via San Petronio Vecchio | Blog_LaboratorioPoliticaBologna

  3. Gentile Federico, ho letto con grande commozione il post sul gruppo di Facebook di via Fondazza. Soprattutto per quello che non è stato e avrebbe potuto essere. Nel 2007 ero caposervizio del grande settimanale Sportautomoto, diretto da Carlo Cavicchi, quando venni a visitare uno degli appartamentini davanti alla chiesa di Santa Cristina al fine di acquistarlo. Nemmeno qualche mese e cambiò la proprietà: nel gennaio 2008 ci trasferirono a Cavanella Po di Adria, dove nel giro di un anno e mezzo andò tutto a carte quarantotto…

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