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E’ la risposta a un articolo del Fatto che invita il governatore Errani a dimettersi, a seguito dell’inchiesta sulle spese dei gruppi politici in Regione
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SPESE REGIONE, 10 (BUONE) RAGIONI PER CUI ERRANI NON DOVREBBE DIMETTERSI

  1. La Regione Emilia Romagna ha anticipato i tagli della manovra Monti, si è dotata di revisori esterni che hanno avallato le spese dei gruppi. I dati e i presunti scandali sono per ora frutto di indiscrezioni giornalistiche. Lo stesso numero due della procura, Valter Giovannini, nei giorni scorsi ha precisato che “la procura non conferma” le cifre che circolano. E poi un po’ di sano garantismo imporrebbe un po’ più di cautela prima di invocare la fine di un’intera esperienza legislativa.
  2. La Corte dei conti ha precisato che i numeri dell’ultimo rendiconto, quello del 2012, sono in ordine, nonostante le risorse siano calate per effetto dei tagli statali e nonostante i danni prodotti dal terremoto. E le tasse non sono aumentate. Forse tanto male non si è lavorato…
  3. Se si deve dimettere Errani, allora cosa dovremmo dire della Puglia di Vendola, indagato nell’inchiesta per disastro ambientale a carico dell’Ilva e coinvolto in imbarazzanti dichiarazioni telefoniche con la proprietà?
  4. I consiglieri regionali emiliano-romagnoli sono quelli che guadagnano meno nel panorama delle regioni italiane. (Ciò non toglie che i compensi di quasi 6mila euro siano comunque elevati, ma questo è un problema nazionale)
  5. Quanto ai costi delle auto blu: davvero vogliamo fare le pulci a Errani per 20mila euro spesi in 14 mesi, quando il Comune di Roma spende 100mila euro al mese per un parco auto di 249 vetture?
  6. In Italia i consiglieri regionali indagati sono oltre 280. La vicenda dominante è sempre la stessa: la gestione dei fondi dei gruppi. Vogliamo dire che è un problema solo dell’Emilia Romagna o vogliamo piuttosto dire che è un problema di sistema?
  7. Davvero punendo i consiglieri dell’ultima legislatura emiliano romagnola pensiamo di lavare le colpe – vere o presunte – delle Regioni italiane?
  8. Siamo sicuri che la centrale degli sperperi sia tutta nelle Regioni? Qualcuno ha quantificato gli sperperi dell’elefantiaca macchina statale e dell’apparato centrale?
  9. Errani è anche commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto. Ha emesso oltre 200 ordinanze, più che discutibili. Ma un cambio in corsa, ora, non rischia di essere una cura peggiore del male? Una campagna elettorale – in un momento di grave crisi economica – rischia inoltre di essere un contraccolpo di cui l’Emilia Romagna non ha bisogno.
  10. Errani è a capo della conferenza dei presidenti di Regione dal 2005. I colleghi lo hanno confermato, evidentemente, perché ha mostrato – sul campo – doti e capacità. Saranno le colpe – ancora da accertare – dei consiglieri a mettere tutto in discussione?
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One thought on “Errani, dieci (buone) ragioni per NON dimettersi

  1. Grazie Cardonella. Apprezzo sempre quando un articolo propone al lettore dei fatti, con una opportuna lettura critica, e non delle opinioni. Aggiunge problematicità e profondità ad un tema, spinge al personale approfondimento, si astiene dal dilagante “perchè io la penso così e io c’ho ragione”.
    Cito a memoria e quindi Oscar Wilde mi perdonerà se non sono filologico: “La cronaca è letteratura sotto pressione” 🙂

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