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“Mosca è Europa. Siamo con Putin che rivendica il senso d’identità e appartenenza. La Turchia non ci appartiene. Non vogliamo un’Europa islamizzata”. Nelle parole del leghista Mario Borghezio – espresse oggi al congresso Lega Nord di Torino – c’è il programma comune della nuova internazionale “anti-Ue” presentata al Lingotto. In squadra c’è anche il partito di Putin e Medvedev, “Russia Unita”, oggi rappresentato da Viktor Zubarev.
“I nuovi templari d’Europa, pronti a combattere, mai servi di Bruxelles, ma liberi nell’Europa dei popoli, con le nostre bandiere e identità” ha precisato Borghezio.
Così il neosegretario federale Matteo Salvini inaugura il nuovo corso leghista, fatto di “tradizione”, “valori”, “piccole patrie”, “lotta all’Islam”.
“Per qualche giornale qui c’è il passato, l’egoismo, la xenofobia. Ma in realtà la nostra è l’unica speranza per un’altra Europa fondata sul lavoro, sui diritti, che non si vergogna delle proprie identità. Un’Ue che non è schiava di banche, agenzie di rating, finanza”.
La Russia è parte di questo mosaico politico. Zubarev ne è entusiasta: “Viva Lega Nord, viva Padania, viva grande madre russia” ha detto dal palco alzando una matriosca, donata al Carroccio. Tra tutti è sicuramente il più conservatore. Ha marcato l’accento sulla “famiglia”, i “valori tradizionali”, contro gli omosessuali, ha anticipato che “presto sarà introdotto l’insegnamento obbligatorio della religione nelle scuole”. Ma non ha lesinato critiche a una certa “ideologia paternalistica eredità dell’ex Unione sovietica”. Ideologia che deve essere superata – ha detto – perché “chi lavora deve avere il giusto”. Quanto alla Lega Nord la convergenza di vedute è innanzitutto su “immigrazione” e “tributi finanziari nelle casse dello Stato”.
Il nuovo corso ‘salviniano’ sarà trasversale (“ormai destra e sinistra non hanno più senso”) e partirà con una manifestazione di indipendentisti – uniti – a primavera, davanti al “mostro di Bruxelles”, così lo ha definito Salvini.
In squadra anche il “Fronte nazionale” francese, a Torino rappresentato dal francese Ludovic De Danne. Per il movimento di Marine Le Pen il fronte anti Ue è un “segno ottimistico e costruttivo” per un “lavoro insieme”. Completano il team: Gerolf Annemans, di Vlaams Belang, il movimento indipendentista delle Fiandre (“è grande la speranza di ridefinire il futuro europeo”), Heinz-Christian Strache, il segretario nazionale del Partito della libertà austriaco (“non vogliamo un’Ue come Stato centrale”, “vogliamo un’Europa federale”), Geert Wilders, del “Partito per la libertà” olandese (che ha definito il commissario Ue Cecilia Malmström una “hippie svedese e relativista”, che pensa che cristianesimo e islam siano la stessa cosa, ma “abbiamo già abbastanza islamici e moschee in Europa”). E poi la Lega, con il suo neosegretario Salvini e il capo delegazione, il veneto Lorenzo Fontana. Tutti “amici per la Libertà in Europa”.

Filippo Manvuller

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