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Buoni si ma coglioni no!

Il clima natalizio deve aver dato alla testa ai deputati del governo Letta che – tra un panettone e l’altro e forse qualche brindisi di troppo – fanno da spalla a una legge di stabilità che si appresta a rimpinzare le casse economali del sud Italia e alimentare le pance di amici e parenti. Un squadrone quello del premier Letta che prima tassa i Comuni virtuosi in trincea contro il gioco d’azzardo e poi – a notte inoltrata – fa dietro front e si accorge di averla fatta fuori dal vaso. Una ne fa e cento ne pensa. E’ di queste ore la minaccia di ostruzionismo a oltranza della Lega Nord e del M5S contro l’emendamento “porcata” che resetta la norma sui c.d. affitti d’oro di Camera e Senato sbucato dal cilindro del Dl “Salva Roma”.

Una pastura di provvedimenti senza vergogna quella che va a definire i contorni della legge stabilità a chiusura 2013. Un calderone di favoritismi – a fondo perduto – destinati al meridione.

Questa la lista natalizia delle “marchette” al sud Italia – passate in sordina e sponsorizzate dal Governo bancomat del premier Letta –  presentata qualche giorno fa in conferenza stampa dal capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati, Giancarlo Giorgetti: 632,2 MILIONI DI EURO complessivi di regali destinati agli amici degli amici.
“25 milioni per la bonifica delle aree inquinate di Brindisi, 1 milione e mezzo destinato all’assunzione di nuove guardie forestali, 6 milioni in 3 anni per l’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli, 2 milioni per la lavorazione delle bucce dei limoni siciliani, 1 milione per le borse di studio destinate a giovani extraeuropei, 200 mila euro per un osservatorio degli appalti della Camera, 340 milioni di euro per la Salerno – Reggio Calabria, interventi infrastrutture nel mezzogiorno per altri 150 milioni di euro, trasporto marittimo nello stretto di Messina 3 milioni di euro, SS 372 Telesina (Benevento) altri 100 milioni di euro “.

Insomma, come ha dichiarato a denti stretti Stefano Borghesi, capogruppo in commissione bilancio per la Lega Nord, “a breve ci ritroveremo ad avere più forestali che alberi.” Un provvedimento schifezza che schiaffeggia quegli enti locali virtuosi inchiodati dal patto di stabilità e costretti a fare i conti con tagli lineari e trasferimenti statali sempre più magri. Questa è la ricetta per risollevare il paese del Governo Letta. A fronte dell’emergenza esodati, delle centinaia di aziende che chiudono o delocalizzano, di una disoccupazione giovanile alle stelle, di infrastrutture scadenti e di famiglie allo stremo, Letta & company stanziano 6 milioni di euro per gli studi filosofici a Napoli. E c’è ancora – sull’onda di uno spirito da crocerossina che non passa mai di moda – che porge l’altra guancia a questa fetta d’Italia, con le dovute eccezioni sia chiaro, che succhia al cordone romano tutto quello che può, alla faccia di chi – più a Nord – chiede poco e ottiene ancor meno.

C’è poco da filosofeggiare. Alla cassa del supermercato il latte non lo pago con una dissertazione sul pessimismo antropologico di Schopenhauer. Ma forse questo Letta non lo sa…

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