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Il 13 Gennaio sul blog di Beppe Grillo è stato richiesto agli iscritti certificati un parere vincolante  riguardo l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, previsto dal pacchetto di sicurezza del ministro degli Interni del terzo Governo Berlusconi, Roberto Maroni. La votazione non è stata accompagnata da un adeguato preavviso(dallo staff precisano per evitare hackeraggi e manipolazioni, ndr)  e si è tenuta dalle ore 10 alle ore 17 , affinchè il Gruppo parlamentare del M5s al Senato avesse un indirizzo politico e legittimità della base, per esprimere la propria opinione durante discussione in corso sul reato di clandestinità.

 

 

Alla fine della consultazione online i votanti sono stati il 31% del totale(24.932, ndr) ed il risultato è stato netto: 15.839 persone (pari al 65%) hanno votato a favore dell’abolizione mentre i restanti 9.093(pari al 35%) hanno votato per il mantenimento del reato. Questo esito non era assolutamente atteso, anche in conseguenza delle parole forti che usarono ,nell’ottobre scorso, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio nei confronti di due parlamentari M5s ( Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi, ndr),  rei di aver espresso in Commissione Giustizia una posizione favorevole all’abrogazione del reato di clandestinità, dipinta come “del tutto personale” e contro la quale si dichiaravano contrari “nel metodo e nel merito” . Proseguivano indicando le inosservanze del regolamento interno del Movimento(discutibile ma noto ai parlamentari,ndr) e concludevano il post palesando il minimo risultato elettorale (“da prefisso telefonico”)che avrebbe avuto il M5s se avesse proposto questo atto e la loro avversità del reato di clandestinità, delirando che “è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia”.

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Questo risultato imprevisto è stato interpretato dai maggiori quotidiani nazionali come la sconfitta di Grillo e Casaleggio, come la rivolta della base grillina, oppure hanno insistito sul “referendum lampo”  e hanno dato ampio spazio alle parole dei dissidenti interni al Movimento come Orellana che ha dichiarato che “si lasciano poche ore agli iscritti per esprimersi. Queste ore si riducono se si riceve la mail in ritardo. Se l’invio delle mail è stato fatto in ordine alfabetico i nostri attivisti con il cognome con la lettera zeta hanno avuto ancora meno tempo per votare. Le ore per votare, infine, coincidono con l’orario di lavoro”.

 

 

Come spesso accade nella cronaca politica nazionale, i giornali di maggior “tiratura”  non sono andati oltre i numeri, non hanno voluto elogiare il grande risultato che è uscito dalla consultazione online, il grande passo avanti della base del M5s contro la barbarie del reato di clandestinità, che rappresenta la punizione di un disgraziato, che scappa da guerra e miserie, reo di essere arrivati in uno Stato “sbagliato”, dove viene disprezzato, spogliato della dignità e internato nei lager legalizzati chiamati CIE. Se avessero vinto i no, i maggiori quotidiani nazionali, in particolare Repubblica, avrebbero aperto le edizioni online e cartacee con il paragone tra M5s e Alba Dorata, contro il razzismo e un pò di nazismo presente nel Movimento grillino, con le dichiarazioni dei vari esponenti di Sel e Pd che contestavano la deriva a destra di Grillo. In qualsiasi caso, i titoli erano già pronti, dimostrando ancora una volta la qualità misera della gran parte dei media nazionali, la qualità dell’informazione italiana è inesistente tranne in piccole e rare eccezioni.

 

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Tornando a parlare del pacchetto Maroni(firmato senza fiatare da Napolitano nel 2009), esso è oltrechè ingiusto e contrario al diritto(si contesta uno status,ndr),è inutile e dannoso per il sistema giudiziario italiano, già ingolfato da milioni di procedimenti penali e civili.  Innanzitutto perchè vengono aperti centinaia fascicoli nelle procure nei confronti di persone senza identità e fissa dimora, quindi perdita di tempo e denaro per impegnare le forze dell’ordine e i tribunali nei vari procedimenti, e poi si iniziano processi nei quali gli imputati saranno assolti o prescritti, o nel caso di condanna gli verrà comminata una multa che non pagheranno mai per mancanza di reddito.

 

 

Dopo 5 anni dall’approvazione di quell’obbrobrio targato Maroni, c’è bisogno di una nuova strada da seguire, una nuova impostazione della politica migratoria, che va rivoluzionata in quanto anche con l’abolizione del reato di clandestinità, rimangono intatti e in vigore tutti le disposizioni e norme relative alla procedura d’espulsione, compresi i lager-Cie. Questo esito deve dare una scossa all’inettitudine del centro-sinistra, che nel corso degli anni ha protestato a parole contro il pacchetto Maroni ma non ha messo in campo nessun atto parlamentare che andasse contro l’impostazione razzista e leghista della politica migratoria in Italia.

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Rimangono insoluti i temi dello ius soli e ius sanguinis, ora vigente in Italia grazie alla legge 91 del 1992, del diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia e che vivono fin dalla nascita nel nostro Paese, di una nuova impostazione dell’accoglienza che vada in senso contrario rispetto ai Cie e anche i Centri di permanenza temporanea, previsti dall’articolo 12 della legge Turco-Napolitano del 1998, infine contro l’abominio rappresentato dalla legge Bossi-Fini e ripartendo con una vera cooperazione internazionale, che faccia atti concreti nell’aiutare quegli Stati devastati da guerre e miserie e quindi diminuire il flusso migratorio verso l’Europa e l’Italia nello specifico, per ragioni geografiche.

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