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L’ampolla contenente il sangue di papa Wojtyła, conservata nella piccola chiesa abruzzese di San Pietro della Ienca (AQ), è stata trafugata da ignoti. Le ipotesi sul movente del gesto sono le più disparate, dallo scherzo al satanismo, dal semplice sfregio fino all’azione di un devoto credente convinto di poter trarre beneficio dal “culto diretto” della “sacra” ampolla. La notizia però non è questa. La vera notizia è che un episodio del genere faccia notizia, finendo sulla stampa e nei tiggì nazionali. La vera notizia è che ci sono più di 50 carabinieri impegnati nelle ricerche della reliquia, con tanto di ausilio di unità cinofile.

Il culto e la collezione di reliquie è una delle più controverse tradizioni cristiane (e non) che oggi resistono all’erosione del tempo (e del buon senso). Per secoli pezzi del corpo di presunti santi e apostoli nonché il prepuzio di Cristo, (il resto del corpo è, naturalmente, asceso al cielo) sono stati oggetto di commerci e contese politico-religiose da parte di nobili e porporati. Lutero e Calvino furono tra i primi a criticare la pratica, abolendola durante le rispettive riforme.

Non è la prima volta che il sangue del papa polacco guadagna le pagine dei giornali, in un’altra occasione, tale padre Piotr Chyła, di ritorno in Polonia dagli States a bordo di un Boing 767, ha gridato al miracolo quando l’aereo che trasportava il sangue morto di Giovanni Paolo II (e quello vivo di 239 persone) riuscì ad atterrare nonostante un problema tecnico al carrello. È lecito ipotizzare una partnership tra i poteri soprannaturali del liquido ematico del defunto pontefice e le 15mila ore di volo vantate dal comandante?

Oggi, anche per molti devoti credenti, l’idolatria delle reliquie è bollata come una superstizione, simile a quelle stesse superstizioni criticate e “condannate” dalla stessa Chiesa. la quale, però, al di là dei proclama sul suo rinnovamento da parte del telegenico Bergoglio, continua a sfruttare la credulità popolare alimentando, anche se spesso in modo indiretto, l’idea che cadaveri di santi e beati possano aiutare i rispettivi devoti in questa vita o in quell’altra.

Nell’ipotesi che il movente sia lo sfregio o lo scherzo, da una prospettiva laica e razionale, qualcuno sa dirmi qual è la differenza tra rubare l’ampolla in questione e fare la stessa cosa con la sfera di cristallo di una veggente, con i tarocchi di una cartomante o dallo sputtanare il trucco di un ciarlatano truffatore?
Qualcuno sa dirmi se non è il caso di gridare allo scandalo quando i carabinieri di uno Stato laico mettono in campo tali forze per cercare pochi millilitri di comunissimo sangue umano?

Se avessero rubato la macchina della dialisi dal vicino ospedale, credete che ci sarebbe stata la medesima solerzia?
Io no.

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One thought on “50 carabinieri per la reliquia del Papa, e se fosse invece il sangue della tua dialisi?

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