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Pizza, sost. f.

Il nome del piatto italiano per eccellenza deriva probabilmente da una parola di origine tedesca che indicava il boccone, il pezzo di pane e da qui la focaccia. Adesso è diventata una parola internazionale, perché credo che in tutte le lingue del mondo pizza si dica pizza, più o meno storpiandola, a seconda dell’accento del luogo. Su cosa poi sia davvero la pizza negli altri paesi del mondo ci sarebbe da interrogarsi e forse non è neppure il caso di soffermarsi troppo, visto che questa non è una rubrica di gastronomia.

Siete lettori attenti e saprete senz’altro che il nuovo sindaco di New York è un italo-americano, che va piuttosto fiero delle proprie radici; evidentemente negli Stati Uniti ancora ci sopravvalutano, visto che invece noi italiani facciamo di tutto per nascondere le nostre. Comunque sia, nei primi giorni del suo mandato, questo sindaco molto popolare, che usa abitualmente i mezzi pubblici e che ha spalato la neve davanti a casa propria e a quella dei vicini durante la recentissima tempesta che ha colpito quel paese, è stato sorpreso a mangiare la pizza con le posate. Si è scatenato un polverone, i puristi della pizza – ebbene sì a New York esistono – hanno detto che la pizza va mangiata rigorosamente con le mani. Bill de Blasio si è dovuto scusare con l’opinione pubblica e ha spiegato che in Italia usa così, il che è parsa un’usanza barbarica e folkloristica del nostro paese. Nei giorni successivi si è fatto vedere e fotografare mentre mangia la pizza con le mani e immaginiamo che ormai riservi l’uso di coltello e forchetta all’intimità domestica.

Questo per dire che ormai gli americani considerano la pizza come “cosa loro“, tanto da poter decidere come mangiarla e come no. Un’altra prova di questo legame, diventato indissolubile, tra gli Stati Uniti e la pizza è la storia che vi voglio raccontare.

pizza

L’esercito statunitense ha chiesto ai propri soldati quale piatto volessero trovare nelle loro mense, in particolare durante le lunghe e pericolose missioni all’estero, e il risultato di questo sondaggio è stato pressocchè unanime: i soldati yankee vogliono la pizza. E’ un po’ come chiedere a un battaglione di soldati bolognesi cosa vorrebbero per rancio: risponderebbero tortellini in brodo, ma nessun alto ufficiale si metterebbe mai in testa di variare il menù, per soddisfare questa bizzarra richiesta.

Ricordo quando facevo l’assessore alla pubblica istruzione nel mio Comune: i bambini delle scuole elementari e medie mi chiedevano, invariabilmente, di introdurre a mensa le patatine fritte e io ho naturalmente sempre negato la loro richiesta, seppur a malincuore. Se non avessi obbedito alle regole della buona e sana alimentazione, mi sarei assicurato un successo politico senza pari, perché adesso quei bambini sono ormai maggiorenni e mi avrebbero sicuramente votato. Comunque è meglio non piangere sul fritto versato.

Torniamo alla nostra storia. Lo stato maggiore dell’esercito degli Stati Uniti invece ha avviato uno studio per assicurare ai soldati una regolare fornitura di pizza, per far sentire i ragazzi a casa loro in ogni latitudine del pianeta. Insomma hanno cercato il modo di introdurre la pizza nella razione K. Sono stati necessari diversi anni di sperimentazioni, ma finalmente i ricercatori di un laboratorio militare del Massachusetts sono riusciti nell’impresa. E poi c’è qualcuno che dice che non si investe nella ricerca. Hanno creato una pizza che si mantiene e rimane commestibile fino a tre anni, senza ricorrere al frigorifero o al congelatore. Gli scienziati assicurano che si tratta di una pizza buona come quella fatta in casa, l’unica differenza è che deve essere consumata a temperatura ambiente.

Ovviamente non sappiamo quali ingredienti permettano a pomodoro e mozzarella di non produrre muffe e batteri per tre anni: si tratta di un segreto militare. E’ però facile supporre che prima o poi questa leccornia, questo prodotto così genuino, sarà anche a disposizione di noi civili. In fondo anche ad Internet è successa la stessa cosa: è nata per scopi militari ed è diventata quello che è grazie al libero mercato.

Soldato, com’è la pizza? Ottima e abbondante, signore.

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One thought on “Verba volant / Pizza

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